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Colonna NZZ: Büroskop

Graber in viaggio d'affari

Per Graber è una piacevole sorpresa: ha la possibilità di accompagnare il suo capo in un viaggio d'affari. «Si prepari, signor Graber: sarà pesante. Lavoreremo giorno e notte per accaparrarci l’affare». La notizia positiva è che voleranno in business. «Il menu della compagnia aerea è eccellente», annuncia il capo una volta superate le noiose procedure di check-in e i controlli di sicurezza e raggiunti i loro posti. «Ogni tanto è giusto concedersi qualcosa di speciale», continua. In realtà Graber vorrebbe riesaminare insieme vari dettagli in preparazione del meeting. Ma il capo si sta già gustando il salmone affumicato accompagnato da un'insalata di soncino. Graber non fa in tempo ad aprire il notebook, che già è la volta del filetto di manzo in salsa di vino rosso con gratin di patate. Di buon umore, il suo superiore brinda con un bicchiere di vino e comincia a scrutare l'offerta di film disponibili nel programma di intrattenimento di bordo. Graber non ha altra scelta: preparerà la presentazione senza l'aiuto del suo capo.

Quando, nel tardo pomeriggio, incontrano i clienti nella sala conferenze di un hotel, la stipulazione del contratto è ormai solo una formalità. Graber e il suo team hanno svolto un ottimo lavoro, e i quattro manager presenti sono interessati a chiudere l'affare il più presto possibile. Resta ancora da decidere che nome dare al progetto. I clienti sono indecisi tra «Millennial Reloaded» e «Digital Revamp», quale rimando al carattere innovativo del progetto.

La scelta cade infine su «Digital Eagle». «E ora dobbiamo festeggiare», annunciano quasi all'unisono Schneider, il responsabile del team di clienti, e il capo di Graber. Scelgono l'esclusivo Laurent Café Royal, noto per le sue specialità di pesce. L'atmosfera è rilassata, e dopo qualche bicchiere di Champagne e un eccellente tonno con foie gras fritto, Graber si lancia persino in un paio di barzellette. «Non sapevo che fosse così spiritoso», dice il suo superiore ridendo. «A proposito, io sono Felix», e brinda di nuovo. Graber si sente onorato. Ma quando Schneider alle 23 propone di proseguire la serata in un Karaoke bar, Graber decide che è giunto il momento di accomiatarsi.

«Sapessi cosa ti sei perso ieri sera!» - così il capo accoglie Graber il giorno dopo a colazione nel ristorante dell'hotel, ammiccando con in mano un Bloody Mary. Gli raccomanda di provare il french toast con la marmellata di fragole. Felix sembra avere un discreto appetito. Fa sapere a Graber che in mattinata vorrebbe provare l'oasi wellness dell'hotel. «Faccio appena in tempo prima del volo». «Potresti occuparti tu nel frattempo del debriefing?», chiede a Graber, il quale annuisce e inizia a redigere il rapporto intermedio. Sul volo di ritorno, dopo avergli raccontato del suo massaggio Hot Stone, si entusiasma per i film in programma: «C'è anche ‘As good as It Gets’ con Jack Nicholson!»

Il giorno dopo, giungendo in ufficio Graber sente il suo capo raccontare a tutti i colleghi della faticosa spedizione. «Le trattative sono state difficili», gli sente dire, «ma noi abbiamo lottato fino all'ultimo lavorando fino a notte fonda - vero, signor Graber?» – «Sì, abbiamo lavorato molto, ma ne è valsa la pena», balbetta Graber tutto rosso in volto. 
 

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Contributo da parte di: Nicole Rüti, giornalista | Copyright NZZ | diritti riservati